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Fulvio Fantoni ...el
Numero Uno del Bridge Mundial por Fernando Lema
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LA LEGGENDA DEL BLUE
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Interviste
esclusive per conoscere meglio i nostri campioni del
mondo |
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FULVIO FANTONI |
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Il
6 novembre 2004 alle Olimpiadi di Istanbul, nell'ultimo decisivo round
contro l'Olanda, Maria Teresa Lavazza schiera Bocchi-Duboin e
Fantoni-Nunes. Passa esattamente un anno, il Blue Team si ritrova ad
affrontare la finale che l'Italia del bridge attende da 30 anni: quella
mondiale. Gli avversari, questa volta, sono gli americani. I più temibili.
Mancano 16 boards e gli azzurri, dopo avere annullato nei precedenti turni
di gioco il pesantissimo carry over, conducono di 9 match points. Un
vantaggio davvero irrisorio quando di fronte ti ritrovi i Meckwell. E'
dunque arrivato il momento della verità. Breve riunione e Maria Teresa,
dopo avere sentito i ragazzi, decide di fare scendere in campo chi
quest'ultimo atto, visti i precedenti, più di tutti ha diritto di viverlo
in diretta, Lorenzo Lauria, e i due giocatori più in forma del momento,
Fantoni e Nunes. |
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"Cosa hai provato in entrambe le
occasioni?"
"Un'indicibile tensione. Pur sentendoti a
posto e in forma, in quei momenti ti senti addosso una responsabilità
immensa. Per mia fortuna, dopo le primissime mani riesco sempre ad
eliminare tutto lo stress e riacquistare così la mia consueta serenità. E'
dopo, quando tutto é finito, che mi sento davvero un cencio ... anche se
non sembra dal momento che sono certamente l'unico giocatore al mondo che
non riesce a perdere neanche un etto in quattordici giornate di gara!
"
"Il soprannome che ti hanno ormai
affibbiato, la "roccia", lo senti, quindi, calzante?"
"Direi di sì. Difficilmente, nel bridge
come nella vita, mi smuovo emotivamente" |
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"Per rimanere in tema, tra cinque mesi
ti ritroverai ad affrontare un'altra prova di quelle che contano:
difendere il titolo di campione del mondo a coppie in quel di
Verona"
"L'hai detto. Ti dirò che, anche se
ovviamente puntiamo a risalire sul gradino più alto del podio, siamo anche
coscienti del fatto che sarà un'impresa molto ardua. Giocatori del calibro
di Meckstroth-Rodwell, Greco-Hampson o Zia con chiunque giochi, giusto per
citare qualche nome, ma soprattutto i miei compagni di squadra e nazionale
Bocchi-Duboin e Lauria-Versace, se decideranno di partecipare, non ci
renderanno di certo la vita facile. Comunque, già un piazzamento tra i
primi dieci del ranking mondiale sarebbe un ottimo risultato e la conferma
che il titolo conquistato a Montreal era ampiamente meritato"
"Quale é il punto di forza della vostra
coppia?"
"Innanzitutto l'affiatamento. Ormai
Claudio ed io a livello licitativo siamo un tutt'uno. Inoltre, abbiamo un
sistema divertente da giocare e, pur essendo un po' pericoloso, molto
efficace. Penso che siano queste due componenti, su tutte, a fare la
differenza"
"E quali i punti deboli?"
"Ma cosa dici?!? Ovviamente non ne
abbiamo!!!" |
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"Quali caratteristiche deve, invece,
possedere il tuo partner ideale?"
"Per prima cosa
deve essere particolarmente veloce, perché, differentemente, non
riusciremmo mai a finire i turni in tempo. Poi deve farmi divertire. Per
me é, infatti, fondamentale provare piacere mentre gioco. Tra un
partner molto molto bravo che, però, mi annoia o mi toglie serenità
e un altro tecnicamente inferiore con il quale mi diverto, non ho dubbi.
Claudio é bravo, divertente e veloce ... cosa potrei volere di più dalla
vita!"
"Parliamo proprio
della tua notoria lentezza: é strategica o spontanea?"
"Assolutamente
spontanea. Non volendo mai perdere neanche un solo match point, devo
essere super-sicuro di ogni mia scelta e così penso sempre a tutte le
soluzioni possibili e immaginabili e, talune volte, purtroppo, sono
davvero infinite!". |
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"Hai un sogno nel cassetto?"
"Sino a poco tempo fa il mio sogno era
quello di potere sentire l'inno nazionale e mostrare a tutti il mio
orgoglio di essere italiano. Ora che questo desiderio si é realizzato,
anche al di là di ogni più rosea aspettativa, mi auguro di continuare a
vincere nel bridge e rimanere così sereno nella vita"
"Nel 2005, a proposito di vittorie, in
Italia hai fatto con il team Angelini, man bassa di trofei. Se non sbaglio
l'en plein tra Assoluti a squadre, Coppa Italia e Societari. Pensi di
ripetere la performance anche quest'anno?
"Noi ci proviamo, ma bisogna anche vedere
se gli altri ce lo permetteranno. La squadra Lavazza si é rinforzata con
il giovane Madala, un ottimo acquisto sia per simpatia che per qualità di
gioco. Forse gli occorrerà un po' di tempo per ambientarsi e fare
esperienza nel nostro campionato, ma sono convinto che potrà fare molto
bene ... soprattutto se riuscirà a superare l'handicap di giocare in
coppia con Ferraro: impresa affatto facile!!!"
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"Per terminare, in che cosa senti che
potresti ancora migliorarti come uomo?"
"Mi piacerebbe arrivare il più vicino
possibile alla perfezione, questo per ridurre gli errori al minimo e
riuscire così ad essere una buona guida per mio figlio e un buon compagno
per Iolanda ... quantomeno ci provo!" |
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